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La Lupa addenta lo scudetto contro un Pescara encomiabile ma ridotto all'osso.

Nessuno ci era mai riuscito nella storia italiana del calcio a 5 e nessun’altra città potrà mai uguagliare l’amore di Pescara per la sua squadra. All’ingresso in campo dei giocatori la cornice di pubblico, formata da 2500 pescaresi trasferitisi per l’occasione al Pala Rossini di Ancona, è spettacolare quanto unica. Il clima è da grande finale ed è suggestiva l’emozione, prodotta all’ingresso delle due squadre in campo, dal muro di tifosi biancazzurri che cantano a voce piena l’inno del Pescara.

Colini, che deve fare a meno di Canal, Borruto e Caputo, manda in campo Capuozzo, Duarte, Morgado, Cuzzolino e Chimanguinho, mentre la Luparense,  che a sua volta deve rinunciare a Mancuso, schiera sul parquet  Miarelli, Taborda, Coco, Honorio e Brandi. Ci si affronta da subito senza troppi tatticismi, con la voglia di imporre il proprio gioco alla squadra avversaria. Leggiero sfiora la realizzazione ma sono gli ospiti in avvio ad avere la meglio nelle operazioni di gioco grazie ad una partenza più decisa. E’ infatti Honorio, con un’azione personale di alta scuola, ad aprire le marcature, portando in vantaggio i Lupi. Doccia fredda per gli uomini di Colini, che soffrono il maggior dinamismo degli avversari. Il Pescara ha tanta buona volontà ma stenta a carburare e a procurarsi occasioni utili a impensierire Miarelli. Trascorrono, così, i primi dieci minuti di gioco, Chimanguinho lotta da vero guerriero, costringendo Honorio all’ammonizione, ma non riesce a trovare nessuna maglia allargata nella trama difensiva degli avversari. Al 12’ Foglia commette platealmente un fallo del tutto gratuito, facendosi anche lui ammonire.  Scavallata la metà del tempo di gioco, la partita sembra però cambiare registro, Salas in transizione confezione un assist per Morgado che viene murato in extremis. La Luparense dopo aver speso tantissimo rallenta il ritmo e il Pescara guadagna campo, iniziando a recuperare palloni grazie a una difesa finalmente alta. Al 16’ il quinto fallo di Taborda ai danni di Chimanguinho sembra il preludio al pari ma il Pescara, proprio nel suo momento migliore becca gol a causa di una transizione avviata da Ramon e conclusa da Taborda. Il Pescara reagisce ma la porta di Miarelli sembra stregata. Ghiotti colpisce il palo e subito dopo Cuzzolino replica, infrangendo un tiro libero, ancora una volta, sul palo alla sinistra di Miarelli. A questo punto i veneti inseriscono il portiere di movimento nell’intenzione di controllare il gioco sino al riposo. Il Pescara però attacca a spron battuto e a 28” dalla sirena trova il pari grazie alla prodezza del suo uomo sino ad allora più attivo, Chimanguinho, che dal nulla s'inventa un tiro tagliato, preciso quanto potente, che batte imparabilmente Miarelli. Partita riaperta e tutti al  riposo.

Si riparte da Bertoni che colpisce il palo, sulla ribattuta Taborda cicca a portiere battuto. Cuzzolino dalla distanza impegna Miarelli e subito dopo è Chimanguinho a meritarsi un giallo per aver protestato con troppa veemenza nei confronti del signor Cursi. In questa fase il Pescara attacca e la Luparense pensa esclusivamente a difendere il vantaggio, speculando con rapide sortite controffensive. E proprio da una transizione scaturisce una conclusione di Taborda  deviata da Capuozzo sul palo. Vanno via velocemente i primi dieci minuti della ripresa, senza che i biancazzurri possano trovare il modo di scardinare il fortino dei veneti. Miarelli, poi,  quando finalmente Chimanguinho e Cuzzolino trovano gli spriragli giusti per offendere, ci mette sempre del suo, vanificando ogni conclusione. Inevitabilmente, però, i ritmi della gara si fanno sempre più frenetici. Nel DNA del Pescara non sono presenti l'dea della resa e la rassegnazione. Una mischia in area trova in sequenza Salas, Cuzzolino e Chimy ad avere la palla del pareggio. Nell’occasione gli arbitri non si avvedono però di un fallo di mani, piuttosto netto, di un giocatore veneto che di fatto, rimanendo impunito, chiude l’azione tra lo sconforto dei biancazzurri. Traversa di Ramon, autore di un ostinato quanto efficace pressing. Chimanguinho perde palla nella sua metacampo ed è poi costretto a falciare Coco per impedirgli di andare in porta da solo, rimediando cosi  un rosso che lascia i biancazzurri in inferiorità numerica per due minuti. Sembra ormai ineluttabile l’epilogo della gara ma il power play dei Lupi viene arginato dai pescaresi, che non mollano, trovando energie insospettabili anche in una situazione che sembra ormai disperata. La Lupa pensa più a far trascorrere il tempo che ad offendere con la giusta determinazione. È un errore che le costa carissimo, perché subito dopo la fine della superiorità numerica è punita da Rosa che con una stoccata potentissima porta il Pescara in parità. Si accende la torcida biancazzurra ma  il pareggio dura pochissimo perché Ramon trova, subito dopo aver indossato la casacca di portiere di movimento, il gol del nuovo vantaggio per i suoi. Mancano 150" alla fine e questo gol sembra rappresentare la pietra tombale per le speranze pescaresi. Ma anche questa volta gli uomini di Colini reagiscono con l'orgoglio e la lucidità delle grandi squadre. Finale drammatico, sui piedi di Cuzzolino c’è la palla per un nuovo pareggio ma la conclusione si perde sul fondo, conto alla rovescia e i secondi passano assottigliando progressivamente le residue speranze del Pescara, che  però a 10” dal termine trova finalmente trovare il pari con una deviazione sotto porta del giovane Azzoni.  Nel tripudio generale la partita si chiude e per la terza volta in quattro gare l'epilogo è affidato ai calci di rigore. Morgado calcia con precisione assoluta ed è gol, gli risponde Foglia, inchiodando la palla all’incrocio dei pali. Il tiro di Cholito Salas si stampa invece sulla  traversa e  Coco di risposta non fallisce la realizzazione del penalty a sua disposizione. Sul sinistro di Cuzzolino, inesorabile cecchino, sono riposte le ultime speranze del Pescara ma questa volta il campione del mondo sbaglia e per la Luparense è scudetto. È questo lo sforunato e immeritato epilogo di una gara che chiude la stagione. Ci sarà tempo e modo per rifarsi ma una cosa è certa anche questa sera, pur nei limiti di un roster rimanegiatissimo, è stato un grande Pescara. I duemilacinquecento tifosi ne sono assolutamente consapevoli e applaudono riconoscenti.

PESCARA-LUPARENSE 4-5 d.t.r. (3-3 al 40′, 1-2 p.t.)


PESCARA: Capuozzo, Duarte, Cuzzolino, Morgado, Chimanguinho, Rosa, Leggiero, Ghiotti, Tenderini, Azzoni, Salas, Pietrangelo. All. Colini

LUPARENSE: Miarelli, Taborda, Honorio, Coco, Brandi, Lara, Bertoni, Foglia, Khouc, Moufaddal, Ramon, Morassi. All. Marin

MARCATORI: 5’07” p.t. Honorio (L), 16’41” Taborda (L), 19’33” Chimanguinho (P), 17’01” s.t. Rosa (P), 17’29” Ramon (L), 19’50” Azzoni (P)

SEQUENZA RIGORI: Morgado (P) gol, Foglia (L) gol, Salas (P) traversa, Coco (L) gol, Cuzzolino (P) alto

NOTE: al 17’10” p.t. Miarelli (L) para un tiro libero a Cuzzolino (P)

AMMONITI: Honorio (L), Foglia (L), Morgado (P), Chimanguinho (P)

ESPULSI: al 14’06” s.t. Chimanguinho (P) per somma di ammonizioni

ARBITRI: Alessandro Malfer (Rovereto), Lorenzo Cursi (Jesi), Lorenzo Di Guilmi (Vasto) CRONO: Fabrizio Burattoni (Lugo di Romagna).

 

DELFINI PRESS OFFICE

MASSIMO RENELLA

 

Pubblicata da Massimo Renella in Maschile il2017-06-15 02:37:00

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