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Taty, capitana Seleção: “Emozione indescrivibile. Pescara aspettami, tornerò ancora più carica ”

Orleans, città posta nello Stato di Santa Caterina, Brasile meridionale, fino a qualche tempo fa era nota quasi esclusivamente per la singolarità di essere stata dono di nozze dell’ultimo imperatore del Brasile, Pedro II, a sua figlia, la principessa Isabella, andata in sposa al Conte di Francia Luigi Filippo d’Orleans. Proprio qui, in quella che fu originariamente solo una colonia agricola fondata da contadini veneti e che oggi è una ridente cittadina che vive al centro di uno degli stati più dinamici dell’odierno Brasile, è nata Tatiane De Biasi Croceta, in arte Taty, giocatrice straordinaria del Pescara “meraviglia”, più volte in cima sul tetto del mondo con il suo Brasile e impegnata, in questi giorni in veste di capitana della Seleção, nella Copa America 2017. 
Dalla Principessa Isabella a Tatiane, il salto temporale è lungo circa un secolo e mezzo, ma di sicuro anche alla nostra Tati non mancano tratti di regalità, appartenendo al rango nobile ed esclusivo delle calciatrici top-level. Tatiane, però, non è certo una ragazza che si dà arie e vive la sua vita di campionessa con la stessa semplicità che aveva da bambina quando nella fattoria di famiglia tirava i primi calci al pallone insieme ai fratelli. Sempre sorridente e disponibile Tati ha il raro dono di trasmettere alle compagne la propria positività e questo di sicuro è una delle qualità più importanti per una capitana. 

Taty, la domanda che ti faccio ti potrà sembrare banale ma è di certo la più spontanea. Che cosa si prova ad essere la capitana del Brasile ?

“La verità è che è una sensazione indescrivibile e che forse non esistono parole capaci di raccontare le emozioni che provo quando scendo in campo con la fascia di capitano della Nazionale più vincente al mondo. Da bambina sognavo come tutti di vestire un giorno la maglia verdeoro ma non ero affatto sicura di riuscirci e di poter essere all’altezza di quei campioni che vedevo in televisione. Oggi posso solo dirti che sto vivendo quel sogno di bambina ad occhi aperti e che far parte della squadra che rappresenta il Brasile ed esserne la capitana per me è insieme un onore e una grande responsabilità. Le mie compagne e il tecnico e tutti quelli che vivono l’esperienza della Seleção si aspettano da me un aiuto, una guida, quel qualcosa che dentro e fuori dal campo serve per dare forza, coraggio, fiducia. Non è semplice ma cerco in ogni modo di essere all’altezza del mio ruolo. Sono anche consapevole di dover essere un esempio per tutto il movimento del futsal femminile. Sono certa che ci sono già tra le tante bambine che si affacciano al calcio di sala nuove potenziali campionesse e mi piacerebbe essere per loro un modello positivo. Questo, molto più di ogni trofeo conquistato, darebbe un senso profondo alla mia carriera di calciatrice”.

Credo che questo compito di capitana sia importantissimo soprattutto quando ti rivolgi alle tue compagne più giovani. È così ?

“Sicuramente! Cerco, nei confronti della ragazze che entrano a far parte di questa grande famiglia, di trasmettere soprattutto quella tranquillità necessaria a rompere l’emozione dell’esordio. Portare addosso la maglia verdeoro porta grande felicità ma è anche un peso di responsabilità difficile da sostenere. Cerco così di incoraggiarle e anche di sdrammatizzare con qualche battuta spiritosa i momenti più stressanti, soprattutto alla vigilia delle partite. Devo essere in qualche modo una sorella maggiore e sinceramente è un compito che mi riesce bene”.

Questa esperienza, d’altro canto,, non può che arricchirti dal punto di vista umano e professionale ?

“Sono una portata ad ascoltare molto gli altri, perché credo che si possa sempre imparare da tutte le esperienze, belle o cattive che siano. Trovo che scambiare idee ed esperienze sia stato importantissimo nella mia personale crescita umana e professionale. Si impara da tutti, dai dirigenti, dai tecnici e dalle compagne. L’importante è mantenersi umili e mettere da parte quella superbia che ti fa credere di sapere tutto e di essere superiore agli altri. Umiltà è una delle parole che amo di più”.

Copa America 2017, siete le favorite assolute del torneo ?

“Siamo una squadra forte ma le nostre avversarie sono di valore e dovremo sudare  e lavorare tanto per confermare il pronostico. Come nella vita, anche in campo, ci vuole umiltà e rispetto nei confronti delle squadre che affronteremo. È un torneo dove si gioca quasi ogni giorno e dove è difficile recuperare se si commette qualche passo falso”.

Dal’Italia e da Pescara in particolare viviamo con tanto interesse e grande passione la vostra partecipazione. Ci sentiamo rappresentati da te, da Vanessa e da Tampa, vuoi trasmettere un messaggio ai tuoi tifosi ?

“Se io, Vanessa e Tampa siamo qui lo dobbiamo essenzialmente al Pescara che in questi mesi è diventata la nostra casa. Il lavoro svolto dall’inizio della nuova stagione, infatti, ci ha messo nelle migliori condizioni per ben figurare nella nostra Nazionale. Non possiamo che ringraziare la società e in particolare Matteo Iannascoli e tutti quelli che ci sono sempre stati vicini nell’assisterci in tutte le necessità quotidiane, dentro e fuori dal campo. Chiusa questa esperienza, speriamo nel migliore dei modi, torneremo in Italia caricatissime per continuare quel filotto di risultati che ci hanno permesso di essere prime in classifica. Vogliamo alzare trofei anche nel Pescara e lavoreremo duramente per riuscirci”.

Allora Forza Brasile!

“… e Forza Pescara”.

Pubblicata da Massimo Renella in Femminile il2017-11-27 16:53:00

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